1977-2005 : The Circle Is Now Complete

Che la Forza sia con noi... o perlomeno non contro. Al limite, meglio che si faccia i cazzi suoi.

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Dovesse mai venirti il dubbio che questo blog rappresenti una testata giornalistica, fatti vedere da uno bravo

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martedì, 15 settembre 2009

Babyphobic


Due mesi di lavoro in zona turistica, infestata da kinderheim, famigliole vacanziere con prole al seguito, e colonie affollate come discoteche di Ibiza. Due mesi, per la Forza. Non avendone potuto fare a pezzi con la motosega nemmeno uno, perché li contavano la sera, accidenti, rivendico il diritto di gridare alla Grande Rete sei motivi per cui odio i bambini:

1) Sono brutti. Punto. Delle persone rimpicciolite, però senza rispettare le proporzioni: in particolare, le testolone enormi rispetto al corpo mi fanno impressione. Da neonati, poi, sono autentici mostri.

2) Sbavano, puzzano, hanno continuamente fame, e soprattutto urlano senza mai smettere. Oppure corrono, facendo danni ovunque. Oppure piangono, a volume insopportabile. Oppure tutte queste cose contemporaneamente.

3) Prima di venire a rompere i coglioni in questo mondo, trasformano meravigliose fanciulle, nel fiore dei loro anni, in matrone obese e grottesche, ingorde e sgraziate. “Luce di felicità nello sguardo” e “bellezza radiosa” un paio di palle.

4) Dopo essere venuti a rompere i coglioni in questo mondo, non restituiscono alla vita e agli affetti le fanciulle disastrate di cui sopra. Anzi, le rendono intrattabili, ansiogene, umorali e spesso depresse. E col cazzo che dimagriscono.

5) I responsabili indiretti di tanto orrore, ossia gli inseminatori maschi, sembrano non accorgersi dello scempio, anzi gigioneggiano cinguettando di felicità e appagamento genetico. I pochi che, a mio avviso giustamente, scappano gridando di paura e schifo, vengono additati come egoisti malvagi e insensibili.

6) Probabilmente, se e quando toccherà a me, cinguetterò di felicità e appagamento genetico anch’io, non prima di essermi infilato nel culo lucidità, obiettività e senso critico. E questa è la cosa che mi fa incazzare di più. Per cui, mi sfogo adesso.

Voglio San Erode festa nazionale sul calendario, porca puttana.

Pensiero del giorno: “Avrà tutto il nostro amore”
(Bail Organa, “Revenge Of The Sith”, 2005)
postato da: settantasette alle ore 17:28 | link | commenti (13)
lunedì, 06 luglio 2009

Guest Star


A gentile proposta di amica-di-penna, gradevole e stimolante (sia l’amica, per quanto virtuale, sia la penna, decisamente ottima), ho accondisceso con gioia, potendomi alfine enumerare tra le fila degli scambisti di post. Web-perversione che, nonostante la mia passione per la modellizzazione e per il dare schematicità all’osservazione dei comportamenti umani, non avevo mai considerato, forse ritenendola impraticabile (ah, l’ingenuità virginale dei primi tempi di blog) financo per un libertino come me.
Anyway: coloro che inciampassero in questa pagina si ritengano invitati qui, nel caso gradissero trovare qualcosa di mio. E se non vi si fossero mai recati (oh my God), che pongano immediato rimedio a tale mancanza, dandosi alla lettura da capo a coda di uno dei blog più piacevoli della rete.

EDIT (e pure di corsa, che le partenze dell'ultimo momento sono vicende incasinate assai: codesto blogguccio, invece, si aggiorna a settembre. Aloha a todos, giovani Jedi)

Pensiero del giorno: “Useremo un mezzo più ingegnoso, questa volta”
(Jango Fett, “Attack Of The Clones”, 2002)
postato da: settantasette alle ore 13:20 | link | commenti (2)
lunedì, 22 giugno 2009

Street freaks


Cammini davanti a me, ciabattando con le infradito. Mi ricordi qualcuna, in effetti. Non so chi sia più chiappona tra te e tua madre, che ti sta di fianco, ma la conformazione a pera non ha impedito a entrambe di indossare atroci e sbrilluccicanti jeans a vita ultrabassa. Per far risaltare meglio i rotoli di abbronzantissima ciccia, immagino, nonché il tatuaggio tribale sul fondo della schiena di mammina. Vi avevo notate all’edicola. Ti eri fatta comprare “Star TV”, sulla copertina del quale campeggiavano tette e culi catodici, palpeggiati a piene mani da calciatori analfabeti. Mi domando, a parte l’ovvio vantaggio costituito dalla prevalenza delle immagini rispetto al testo scritto, cosa ci trovi di interessante in quella rivista. Avere fantasie adolescenziali su un centrocampista tarchiatello e butterato mi pare incomprensibile. Più probabilmente, chiusa nella tua cameretta piena di poster di vampiri froci, passerai il tempo a cercare con la lente di ingrandimento qualche traccia di cellulite tra un perizoma e l’altro, giusto per la soddisfazione di poter pensare che anche se le invidi tutte tanto, ma tanto, ma tanto, non sono perfette neanche le fichette della televisione. Poi arriva quello che suppongo sia il papi (ahahah), tipo lampadato e arrogante, sui quarant’anni, con le meches, due orecchini, gli occhiali da tronista, e una signora trippa ben evidenziata dalla maglietta aderente, che reca sulla schiena una dichiarazione a cui mi sento di credere senza problemi: “de puta madre”. Si, lo so, è una marca di abbigliamento fescion ormai pure passata di moda, ed è un modo di dire che non va tradotto alla lettera, ma mi fa sempre ridere, è più forte di me. Vi guardo andare via, insieme, mentre parlate tutti e tre al telefonino, voce altissima, e gesticolare sguaiato a sottolineare chissà che incazzatura di soldi lui, chissà che incredibile svendita di borsette lei, e chissà che inaspettata trombata di vip tu.

Pensiero del giorno: “Se non verranno eliminati tutti sarà guerra civile”
(Darth Sidious, “Revenge Of The Sith”, 2005)
postato da: settantasette alle ore 14:52 | link | commenti (11)
venerdì, 12 giugno 2009

Talking heads - II


“No, perché poi è ovvio che la gente si rompe il cazzo, e alle elezioni vincono i razzisti. Hai visto cosa è venuto fuori in mezza europa? Son cose da rifletterci, ma tanto”
“Tanto, proprio”
“Che sarebbe pure semplice: arrivi qui a lavorare, ti metti in regola, paghi le tasse, cristodiuncristo, e ti faccio anche votare, allora. I diritti non si toccano, ci mancherebbe, siamo nel 2009, ma se non rispetti le mie leggi, calci in culo, e non c’entra niente di che colore sei e da dove vieni. Patti chiari, amicizia lunga”
“Vero”
“E magari, qualche tutela in più per gli italiani che hanno paura di perdere il posto, non solo le ronde e le pistole ai vigili, e vedi che l’integrazione si fa da sè, noi come popolo storicamente abbiamo sempre avuto la porta di casa aperta a tutti”
“A proposito, hai poi concluso la ristrutturazione da te?”
“Quasi, stanno finendo il bagno”
“Bravo, eh, il serbo che ti ho mandato”
“Bravissimo. Lavoro perfetto, tutto in nero, mi viene la metà”

Pensiero del giorno: “Io vedo oltre le bugie dei Jedi”
(Anakin Skywalker, “Revenge Of The Sith”, 2005)
postato da: settantasette alle ore 13:57 | link | commenti (4)
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