1977-2005 : The Circle Is Now Complete

Che la Forza sia con noi... o perlomeno non contro. Al limite, meglio che si faccia i cazzi suoi.

Fratelli Europei: Invadeteci

SOS Invadeteci!

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Me ne vanto, giustamente

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sabato, 12 aprile 2008

Le mie elezioni

77: “Allora, è deciso. Che si fottano, domani e dopodomani.”
Cervello di 77: “Cazzo, sì. Ben detto. Votare il meno peggio, salvarsi dal nano mafioso, turarsi il naso: basta! Non se ne può più.”
Cuore di 77: “Eh. Però è dura, ragazzi. E’ dura astenersi, per la prima volta in vent’anni. Ed è ancora più dura vedere una sinistra ridotta in questi stati. Specie per chi ci aveva creduto, aveva sognato e sperato. Lo sapete come sono fatto, no?”
Cervello di 77: “Se tu ragionassi un po’, ti accorgeresti che il concetto di “progressisti”, contrapposti a “conservatori”, come nei paesi civili insomma, in Italia non esiste. C’è solo un potere, spartito e diviso sempre tra gli stessi, autoalimentato e autoreferenziale. Certo, qualcuno ha la faccia da culo peggio degli altri, ma la sostanza non cambia. E’ giusto smettere di partecipare a questo teatrino, non servirà a nulla, ma è un segnale coerente.”
Cuore di 77: “Stai convincendo anche me, alla fine. Però sto male, tanto male. Porca puttana, mi viene da piangere.”
Cervello di 77: “Impara ad ascoltarmi di più. Ti ricordi quella biondina, tanto tempo fa, che ti ha ridotto uno straccio per mesi, praticamente spezzato? Se mi fossi stato a sentire non sarebbe successo. Io avevo capito come sarebbe andata, ma tu no, ti ci sei voluto schiantare lo stesso. Vuoi che capiti di nuovo?”
Cuore di 77: “Questo è un colpo basso. Stronzo.”
Cazzo di 77: “Ehi, gente, sulla biondina avrei qualcosa da dire anch’io. Cioè, non state considerando che è finita in disastro, certo, ma finchè è durata, wow! Ne è valsa la pena, per come la vedo io. Avete presente quel trucchetto che sapeva fare senza usare le mani?”
Cervello di 77: “Stai a cuccia, tu, che qui stiamo parlando di sentimenti e di politica. A parte il fatto che in quei momenti sai benissimo che sono spento. Torniamo a noi: allora, domani aperitivo e poi partita? Ragazzi, ci manca un pelo per andare in Champions, eh!”
Cuore di 77: “Ok, hai vinto. Però, diobono, mi insegni come si fa a spegnersi? Per due giorni, almeno. Ne avrò bisogno.”
Coglioni di 77: “Già che ci siamo, qualcuno ha un suggerimento per farci smettere di girare? No, perché pieni già siamo pieni da un pezzo, ma così è troppo.”
Buco del culo di 77: “E soprattutto: a me non pensa nessuno, che dovrò passare i prossimi cinque anni in trincea, con l’elmetto, sperando che abbiano pietà?”

Pensiero del giorno: “Tutto quanto è un po’ insolito. E questo mi dà molta inquietudine.”
(Obi-Wan Kenobi, “Revenge Of The Sith”, 2005)
postato da: settantasette alle ore 10:23 | link | commenti (10)
lunedì, 07 aprile 2008

Ignoranti come capre. Capre padane.


Ueilà, due post in un giorno. Mai vista una cosa simile, da queste parti. Ci sono momenti, però, in cui non ci si può esimere da sputtanamenti che definire sacrosanti è poco. Trovare nella posta il giornale elettorale della Lega Nord è uno di questi. Notare la didascalia a destra, che recita “Milano 16 dicembre 2007 – A furor di popolo la fine di Prodi e del governo della sinistra da parte di una milionata di padani convenuti a Milano”, è decisamente troppo per chi, come me, ha ancora un minimo di rispetto per la grammatica e la sintassi. “Da parte di una milionata di padani convenuti a Milano” cosa? COSA, cazzo?? Invocata, ottenuta, festeggiata? “La fine di Prodi eccetera” è il complemento oggetto, d’accordo, ma il verbo, per la Forza, il verbo dove cazzo è? Tralasciando la raccapricciante “milionata”, storpiatura da salumiere di bassa lega (ah ah ah), s’intende.

Cari i miei cummenda del Nord, capisco che il concetto di “participio passato” possa spaventare le vostre produttive e fatturanti meningi, ma in questo caso sarà meglio evitare la subordinazione implicita nell’uso delle proposizioni secondarie. Ops, cosa ho appena scritto? Troppo difficile? Pazienza, ve lo spiego un’altra volta, và.

Pensiero del giorno: “Se la democrazia per cui operiamo avesse cessato di esistere?”
(Padmè Amidala, “Revenge Of The Sith”, 2005
)  

postato da: settantasette alle ore 18:52 | link | commenti (30)

Speedy Gonzales

Riemergo dall'oblio del web, causato da periodaccio infame di lavoro e scazzi vari, per esprimere il mio sconcerto riguardo a questo episodio di cronaca. Ma dico io: ti ha dato il triplo del tempo necessario, per quanto mi riguarda, allo svolgimento dell'intera procedura, accensione di soddisfatta (almeno lei)  sigaretta compresa, e ti incazzi pure?

Pensiero del giorno: “Luke, a quella velocità ce la farai a uscire in tempo?”
(Biggs, “A New Hope”, 1977)
postato da: settantasette alle ore 13:10 | link | commenti (2)
venerdì, 29 febbraio 2008

(don't mess with) Mr. Price

E’ un missile? E’ un aeroplano? No! E’ Mister Prezzi! E sticazzi, aggiungo io, mi si passi il francesismo e soprattutto la discutibile rima. Il nuovo supereroe che solca i cieli d’Italia, monitorando i malvagi speculatori, tra cui spiccano per protervia i dettaglianti di frutta e verdura, ha finalmente un volto: l’altra mattina, con un’intervista a SkyTg24, la sua identità nascosta mi è stata svelata. Antonio Lirosi, già a capo della DGAMTC (che solo i più ingenui credono essere la Direzione Generale per l’Armonizzazione del Mercato e la Tutela dei Consumatori, mentre è ovvio che trattasi di una oscura e misteriosa organizzazione segreta), sarà il nuovo paladino della spesa, il cavaliere del codice a barre, il terrore della zucchina. Faccia piacente, sorriso ironico, abbronzatura da primario. Strano che si sia presentato alle telecamere senza mantello, ma vabbè. Terribile, si dice, è la Sua ira quando si scatena contro i malfattori, mentre – suppongo – Egli premierà i commercianti virtuosi con la leggendaria esclamazione “Ok! Il prezzo è giusto!”, accompagnata dall’omaggio di una foto autografata di Iva Zanicchi, che i fortunati potranno esibire in vetrina.

Al mercato coperto dietro casa mia i banconieri mormorano, il macellaio si acciglia, il panettiere sospira, perfino la fioraia si guarda intorno con sospetto. Eh sì, perché nella succitata intervista, che ho seguito con il fiato sospeso, attendendo notizie e anticipazioni sulle mirabolanti e innovative tecniche che sarebbero state messe in atto per il trionfo della Giustizia, l’Eroe ha rivelato l’incredibile strumento che utilizzerà senza riserve nella sua lotta: un numero verde. Da utilizzarsi quale mezzo di delazione da parte di un esercito di massaie incazzate, per denunciare i broccoli non a norma, le fragole fuori stagione, le melanzane presuntuose. Il bat-segnale può andare a nascondersi, ragazzi. Già ho visto la signora del primo piano acquistare un’agendina nera assai inquietante, aggirandosi poi alla Coop con una strana luce negli occhi, mentre poco più in là il ragioniere dell’amministrazione condominiale sibilava a una confezione di quattro salti in padella, da sei euro, “ora le pagherete tutte, bastardi”.

Lo confesso, il numero me lo sono appuntato anch’io: non vedo l’ora di affrontare il pescivendolo che la settimana scorsa mi ha proposto un branzino e contemporaneamente le carte per il mutuo. Guardandolo fisso, estraendo lentamente il cellulare, e godendomi il suo terrore mentre si getta in ginocchio e grida “Noooooooo! Lui no, la prego, Lui no! Tenga, prenda i calamari freschi, glieli faccio in sconto, e le regalo le seppioline! Non mi rovini, ho famiglia!”.
E mentre tornerò a casa con la spesa, rivolgerò un silenzioso sguardo di gratitudine al cielo, dove potrò intravedere, in lontananza, il nostro Protettore che sfreccia tra le nubi, sempre più in alto.

Pensiero del giorno: “Beh, sarà un gioco da ragazzi”
(Obi-Wan Kenobi, “Revenge Of The Sith”, 2005)
postato da: settantasette alle ore 09:08 | link | commenti (13)
martedì, 05 febbraio 2008

Fashion revenge

Ebbene, ci siamo. Ce l’ho fatta. Due decenni secchi di immobilismo assoluto in fatto di moda e abbigliamento hanno dato i loro frutti. Mi sono lasciato passare accanto con altezzosa indifferenza il grande seventies revival, con zampe di elefante, sneaker da pallavolo e camicie del nonno annesse. Per tacere dei raccapriccianti maglioncini stretti, a losanghe verdi e viola su sfondo marrone. Strano che non si siano viste in vendita le P38 finte, da abbinare all’eskimo di Dolce&Gabbana. Così come, più recentemente, ho osservato con nobile disgusto le vite basse, i boxer firmati e le t-shirt aderenti. Per quanto riguarda le scarpe sportive simil-calcio, o le infradito, o le canotte a coste, che la Forza abbia pietà delle anime di coloro che hanno osato. E che talvolta – ma qui siamo in provincia, eh – ancora osano.

Senza nemmeno rendermene conto, emergo trionfante. Con il mio look all’ultimo grido ottenuto semplicemente vestendomi nello stesso identico modo dal 1988 a oggi. E che mi distingue dai patetici parvenu ventenni dell’ultima ora, affollati nei localini-fichi, ridicoli e goffi nel loro tentativo di riproporre una tendenza che può essere capita solo da chi ha visto Gerry Scotti magro e con i capelli lunghi. Ragazzini, le Timberland bisogna viverle, non solo indossarle. Come i 501, e i Moncler. Tsk. Ed è inutile che mi chiediate dove ho preso le mie: sono belle perché hanno dieci anni, ed erano pure in offerta, visto che non le comprava nessuno. E no, questo modello di piumino non lo fanno più.
Però io ce l’ho.
Ahahahahahahahah.
Rompimi i coglioni adesso, commessa del cazzo.


Pensiero del giorno: “Gioisci per coloro che intorno a te si trasformano”
(Yoda, “Revenge Of The Sith”, 2005)
postato da: settantasette alle ore 13:19 | link | commenti (13)